Il podologo nel mondo dello sport

La pratica abituale di diverse attività sportive, implica l’aumento del rischio d’insorgenza di patologie articolari, legamentose ed articolari. Tanto che paradossalmente si sentono per strada espressioni quali: “Lo sport fa male”. Ebbene, il podologo gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione e nella cura di patologie correlate alla pratica atletica, e vuole rafforzare il concetto di poter praticare ed usufruire fisiologicamente dello sport fino a tarda età.

Il gesto atletico che alimenta l’esordio di una patologia in uno sportivo è caratterizzato dai seguenti fattori:

 

 

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Per ognuno di questi tre punti sopra menzionati, il podologo può intervenire capillarmente, a seconda dell’obiettivo preventivo o terapeutico prefissato. Studiando la distribuzione dei carichi, attraverso l’esame baropodometrico, si colgono le caratteristiche alterate della deambulazione. Questo tipo di indagine precede l’esame sul gesto atletico vero e proprio, al fine di comprendere la motricità standard dell’individuo nell’ambiente. Dopodiché, ci si focalizza nell’organizzazione dei tre fattori di ripetitività, intensità e biomeccanica del movimento. Il podologo può avvalersi di più materiali e dispositivi ortesici confezionabili su misura per far fronte alla gestione dei carichi. Senza assecondare la corretta biomeccanica del gesto atletico, si predispone il piede nella condizione per cui la ripetitività e l’intensità del gesto, comportino il minor sovraccarico tissutale delle strutture muscolo – tendinee ed osteo – articolari. Solitamente, le patologie che colpiscono gli sportivi sono: metatarsalgie, fasciti plantari, tendinopatie ecc.

Il podologo si adopera non solo in casi di atleti con patologie già conclamate, ma anche per tutelare i periodi di recupero successivo allo sforzo fisico o addirittura durante la stessa prestazione. Le modalità e i dispositivi sono a discrezione del professionista oltre che subordinate all’esigenza dello sportivo; le soluzioni possono andare da feltraggi dorsali temporanei, ortesi siliconiche digitali o digito – plantari, tutori notturni o suolette podologiche in carbonio, in polipropilene o in etilvinilacetato, kinesiotaping ed eventualmente bendaggi funzionali.

 

Strumenti d’indagine del podologo sportivo

Inevitabilmente, il podologo ha l’occasione di perfezionare le ambizioni dell’atleta; se solo si pensasse che una miglior gestione di distribuzione delle pressioni, permetta il risparmio energetico impiegato nel gesto sportivo, ecco che lo sforzo dell’atleta può focalizzarsi in movimenti mirati al successo della sua prestazione.

La strumentazione d’analisi si avvale totalmente (se pur affiancato all’interpretazione dell’operatore) della tecnologia, quali pedane e sensori rilevatori di pressione oppure filmati e software di rielaborazione dei movimenti.

 

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