menu
Come vengono realizzati i plantari personalizzati?
« Torna a Blog

Come vengono realizzati i plantari personalizzati?

Coloro che sono abituati a usare plantari ortopedici personalizzati, si sono chiesti mai perché c’è differenza tra i materiali, la durezza, il costo e tra i risultati che si possono ottenere tra un plantare e un altro? 

Quando si parla di plantari personalizzati c’è una grande varietà di prodotti che fanno parte di questa categoria. Qualsiasi plantare che si adatti a la forma precisa del piede, costruito sull’impronta plantare del paziente, si può denominare plantare personalizzato.

È fondamentale chiarire che qualsiasi elemento che posizioniamo sotto i nostri piedi, crea un effetto diretto sul modo di camminare e sulla nostra salute. Non esistono quindi plantari personalizzati standard. Tutto quello che possiede una forma crea un effetto sulla nostra camminata, positivo o negativo che sia. 

È comune incontrare pazienti che sono giunti alla conclusione che i plantari personalizzati non sono adatti a loro, perché probabilmente hanno avuto cattive esperienze a riguardo. 

Lo stesso avviene con gli occhiali graduati. Il corretto funzionamento dipenderà dalla graduazione corretta. Se un paziente necessita 2,4 diottrie e gliene aggiungono 4, facilmente giungerà alla conclusione errata, che gli occhiali non fanno per lui.

È giusto chiarire inoltre che non tutti hanno la necessità di utilizzare plantari personalizzati, però coloro che li necessitano possono migliorare la qualità della loro vita.

Sull’effetto benefico dei plantari, influiscono tre fattori fondamentali:

  1. la visita podologica effettuata prima della realizzazione del plantare
  2. la presa d’impronta del piede
  3. il materiale e tipo di fabbricazione dei plantari


Visita podologica e studio dell’appoggio plantare. Cos’è e dove realizzarlo?

La visita podologica e lo studio diagnostico dell’appoggio plantare è una delle parti fondamentali del processo. Dipende da due fattori: il professionista che realizza la visita ed i mezzi tecnologici utilizzati durante l’analisi del passo. Il professionista più esperto per realizzare lo studio dell’appoggio è il podologo, che grazie alla formazione universitaria specifica può effettuare una diagnosi podologica e prescrivere trattamenti per migliorare i problemi della camminata.

È fondamentale ricordare che un tecnico ortopedico (il professionista che lavora in ortopedia o sanitaria) non è qualificato né tecnicamente, né legalmente per fare diagnosi o per prescrivere plantari personalizzati. L’ortopedia può solo fabbricare plantari sotto prescrizione medica o podologica. I plantari possono essere prescritti da un medico o da un podologo. Neppure un fisioterapista, né un laureato in scienze motorie  possono legalmente prescrivere un plantare.  Alcuni negozi di articoli sportivi possono realizzare studi biomeccanici per consigliare la scarpa giusta al cliente; anche i fisioterapisti possono realizzare questa tipologia di studi per indicare la terapia adeguata al paziente. Ma in nessun caso i fisioterapisti possono prescrivere dei plantari personalizzati.

Una volta compreso quali sono le figure professionali qualificate alla realizzazione e prescrizione dei plantari, è altrettanto importante sapere che non tutti i podologi possiedono un’attrezzatura tecnica per eseguire uno studio biomeccanico completo.

In passato si esaminavano i piedi con il podoscopio, uno strumento sul quale il paziente si poneva in piedi, e grazie allo specchio, l’impronta si rifletteva. Attualmente questo strumento rappresenta una minima parte dello studio biomeccanico, perché si limita ad esaminare il piede in posizione statica. Ciò può portare a gravi errori di valutazione, perché la posizione adottata del piede in movimento non è la stessa di quando si sta fermi.

Secondo il nostro parere, la strumentazione minima per poter realizzare una visita podologica biomeccanica di qualità è:

  • un lettino, sul quale visitare clinicamente il paziente;
  • una piattaforma di pressione, che permette di analizzare il carico sul piede, sia da fermo, che in movimento;
  • un podoscopio elettronico;
  • uno scanner 3D per valutare in modo preciso l’impronta plantare;


Presa della l’impronta

È la parte più delicata e determina il corretto funzionamento del plantare. Il metodo tradizionale prevedeva due sistemi per realizzare l’impronta del piede: uno stampo di gesso realizzato a contatto con il piede del paziente o un’impronta ottenuta mediante una scatola di schiuma fenolica (una schiuma che si comprime nel calpestarla e crea una impronta).

Questi metodi sono artigianali e come ogni cosa artigianale, sono unici. Se si prendono due impronte consecutive allo stesso paziente, i due modelli saranno diversi. Se al paziente vengono prese le impronte in due scatole di schiuma fenolica diverse, si avranno due modelli distinti. La forza che il paziente ha esercitato per imprimere la sua impronta, l’allineamento del piede, la forza esercitata dal podologo con la sua mano ecc…determinano risultati irripetibili. Questi metodi, utilizzati per molto tempo, anche con buoni risultati, hanno margini di errore, in quanto non sono replicabili né quantificabili: due caratteristiche importanti quando si tratta di un lavoro sanitario.

Nel nostro studio, ormai da anni, effettuiamo lo studio del piede con uno scanner 3D, che ci permette di ottenere un’immagine in 3D precisa del piede del paziente. Dobbiamo considerare che, per realizzare uno stampo del piede, il paziente dovrà essere in piedi, perché rispecchia la situazione reale, il peso del paziente e la lassità legamentosa ecc.


Realizzazione dei plantari ortopedici personalizzati

La progettazione e sviluppo del plantare è direttamente correlata al corretto funzionamento del trattamento.

Evidenziamo tre punti essenziali:


Il disegno del plantare

Durante questa fase è essenziale poter lavorare su un calco “virtuale” al posto di uno reale, perché su di esso sarà possibile applicare concetti di biomeccanica analizzati durante la visita podologica. Ciò permetterà di personalizzare il disegno del futuro plantare in funzione alla diagnosi del podologo, rispettando l’immagine scansionata e calcolando il carico del peso del paziente nella camminata. In questo modo sarà possibile disegnare plantari con forme diverse e con spessori particolari per ogni paziente in funzione dell’obiettivo da raggiungere e della patologia da trattare. Non esistono due piedi uguali, non dovranno esistere due plantari uguali.


Realizzazione dei plantari

Per molti anni abbiamo realizzati i nostri plantari in modo artigianale, adattando un materiale a uno stampo fisico. Il principale problema di questo metodo era l’impossibilità di replica e la mancanza di precisione del processo quando era necessario riprodurre uno stesso plantare. Quindi un secondo plantare, richiesto dal paziente, non era mai identico al primo, perché essendo realizzati artigianalmente, diversi fattori influivano sul risultato finale, come un calco differente, la temperatura del forno, la temperatura dell’ambiente, la pressione esercitata dal paziente, ecc.

Per questo motivo, oggi, puntiamo su un processo di realizzazione robotizzato, grazie al quale, attraverso la precisione e lo sdoppiamento meccanizzato, è possibile realizzare plantari personalizzati. La fabbricazione tradizionale dei plantari era effettuata attraverso la deformazione per calore e pressione di un materiale a un calco fisico. Questi passaggi aggredivano le caratteristiche meccaniche del materiale, che deve poi tornare alla situazione di partenza. Al contrario, scolpire il plantare da un blocco solido, permette di non applicare né pressione né calore al materiale. Le caratteristiche meccaniche sono superiori perché il materiale non subisce modifiche o alterazioni.


Materiale con cui si fabbricano i plantari

Solitamente si utilizzano materiali facili da adattare, attraverso il calore e la pressione, come la resina o il polipropileno. Questi materiali sono forniti in lastre di diversi spessori e forme. È necessario scegliere lo spessore da utilizzare, e tale spessore caratterizza l’intero plantare. Quindi la scelta di questi materiali rappresenta un limite ed una pecca nella personalizzazione dei plantari. Il nostro studio utilizza prevalentemente EVA in blocchi, dai quali si scolpisce ogni plantare grazie ad una fresa a controllo numerico. La buona realizzazione di un plantare è data dalla sua capacità di deformarsi ad ogni passo (per deformazione si intende una deformazione controllata in funzione dell’obiettivo da raggiungere) e dalla capacità di recuperare il suo aspetto originale.

Un plantare troppo rigido annullerebbe l’effetto ammortizzante, favorendo anche la formazione di lesioni (per esempio la condropatia) per un sovraccarico meccanico. Al contrario un plantare troppo morbido potrebbe provocare instabilità, con effetti negativi sul ginocchio. Quindi la componente meccanica fondamentale di un plantare è l’elasticità e l’alta resistenza, perché il carico i nostri piedi sopportano, è elevato, soprattutto se si tratta di atleti. Alle spalle della realizzazione di ogni plantare, c’è uno studio accurato e complesso. Il plantare è solo una parte del processo del trattamento, nel quale si annotano lo studio del piede attraverso la scannerizzazione, la prova del plantare, i controlli durante il primo anno di utilizzo e il feedback di ogni paziente.


Autore: Dott. Alagna Giuseppe, laureato in Podologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia degli studi di Firenze. Specializzato in “Podologia Sportiva” e “Patomeccanica del Piede” presso la UB università di Medicina e Chirurgia Barcellona (Spagna). Master in “Posturologia e Podoposturologia” presso la UB università di Medicina e Chirurgia di Barcellona (Spagna). Laurea in Podoiatra/Podologia università di Manresa Barcellona Spagna FUB-AUB.

contattaci